Anno 2006
 
 

26 febbraio 2006  -  Fine della tournée di Diario privato. Le ultime tre settimane siamo al Piccolo Teatro di Milano, dove abbiamo finalmente ritrovato un pubblico degno di questo nome. Sento ventilare la possibilità di un’eventuale ripresa la stagione prossima. Spero proprio di no.

Questa volta le scarpette al chiodo le attacco per davvero.

In maggio fa mi sono fatta installare Internet e ho finalmente la mia posta elettronica.

AntoniaMia figlia Antonia era tanto che cercava di convincermi. E del resto era stata lei, più di dieci anni fa, a mettermi fra le mani un vecchio computer, ancora in bianco e nero, e a insegnarmi a usarlo. “Se non altro ti fai un po’ di solitari. Ce ne sono di bellissimi….” disse la furbacchiona.

Io invece mi appassionai davvero (ma lei se l’aspettava, mi conosce), e appena arrivò Windows 95 mi feci un bel PC a colori, e mi divertivo un mondo con i cd-rom d’Arte, la pittura, i musei, la musica.  Mi ricordo che un giorno dissi: “Non ho tempo di morire, finché ci sono questi cd-rom così meravigliosi!”.

Per la mia inesperienza facevo ogni tanto un po’ di pasticci e il computer sembrava ingoiarsi irreparabilmente delle cose che stavo guardando. Non riuscivo più a trovarle!  Allora telefonavo ad Antonia, nelle ore più strane, e le dicevo con voce angosciata: “Antonia, mi sono persa Beethoven! Dov’è andato a finire?” “E che ne so” mi diceva lei “come faccio a dirlo, per telefono…Però, prova a…” e mi dava delle indicazioni che evidentemente funzionavano, perché Beethoven, per incanto, ricompariva sul monitor.

Davanti a Internet puntavo i piedi. Mi sembrava fosse tutto solo un chattare di cuori solitari. Non volevo finire così anch’io, a passare le notti a digitare cretinate. Poi mi sono resa conto che la mia era solo superficialità e ignoranza. Ed eccomi qui, con Internet e E-mail.

Un mese fa ho deciso di aprire un mio Sito Web Ufficiale. Forse sono pazza. Alla mia veneranda età affrontare questo mondo della comunicazione informatica è perlomeno bizzarro.

Cos’è che mi ha spinto a cercare dei valenti collaboratori che mi aiutino a costruire questo Sito? Non mi è stato facile chiarirlo a me stessa. Poi, all’improvviso, ho scoperto che la ragione è sempre la stessa, quella che ha informato tutta la mia vita, la mia attività, le mie scelte. Il bisogno, la voglia, la necessità di comunicare.

Sono stata molto fortunata. Ho incontrato Giulio Rossi, che cura il Webdesign del Sito.

Giulio è un ragazzo di grande talento. Sembra timido, ma è cocciuto. E’ sensibile, vibrante, appassionato del suo lavoro. Ha saputo subito cogliere il tono “auto-ironico”, “scanzonato” che intendevo dare al sito, fuori da ogni sospetto di “divistico paludamento”.

Mi ha seguito con entusiasmo su questa strada, mi ha incoraggiato quando mi vedeva dubbiosa. E’ riuscito a scegliere e a sistemare in modo egregio e brillante l’enorme massa di materiale scritto e visivo che gli ho rovesciato addosso. Deve aver lavorato come un matto. Ma io credo che si sia anche divertito.

Adesso, della Proclemer, ne sa più lui di me. Con Giulio ho comunicato molto felicemente. Non mi capita spesso. Lo ringrazio con tutto il cuore.

Io sono nata nel segno dei Gemelli, e secondo gli oroscopi che leggiamo ogni giorno sui giornali dovrei essere allegra, espansiva, brillante ed estroversa. Ecco. E invece sono una trentina chiusa, vagamente depressa, di poche parole, e con una certa difficoltà a interloquire con la realtà che mi circonda. Però ho anche, dentro di me, uno struggente bisogno di instaurare un rapporto con gli altri, di ascoltarli, di mostrarmi, in una parola, di partecipare.

Libertà è partecipazione” Ascolta LibertÓ di Gaber  cantava il mio carissimo amico Giorgio Gaber.

La mia libertà  è stata consegnarmi, mani e piedi, schiava felice, al mio lavoro.

La mia libertà è, in questo caldissimo agosto 2006, restare qui chiusa in casa come agli arresti domiciliari, sommersa da agende, ritagli stampa, fotografie, diari, per parlare attraverso il sito di questo mio lavoro e anche della mia vita.

Un’autobiografia, insomma, quella che mi ero sempre rifiutata di scrivere.

Spero che qualcuno vorrà ascoltarmi. Cioè leggermi. Cioè navigarmi.

 
 
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